Il Territorio Etrusco di Gradoli

Il territorio di Gradoli è sulla sponda occidentale del lago di Bolsena; una sorta di grande cuneo che archeologicamente penetra tra la cittadina di Visentium ( Capodimonte ) a sud-ovest e la Civita di Grotte di Castro a nord. Si tratta di un territorio ricco di boschi, di vene d’acqua e di piccole pianure con una strada che forse anche nel periodo etrusco, correndo nella breve piana a poca distanza dal lago, univa i due abitati.
Noto ed ampiamente provato è che nel periodo preistorico e protostorico tutta l’area del lago compresa quella di Gradoli era interessata da insediamenti di vario genere. Nella porzione di lago antistante Monte Senano o Monte Tonico è presente un’aiuola, ammasso sommerso di pietrame dalla forma ellittica tanto temute dai pescatori, ex insediamenti creati artificialmente nell’acqua dalla mano dell’uomo, molto vicine alla superficie. La più conosciuta di queste aiuole è quella del Grancarro o Gran Carro di Bolsena, un’altra è quella di Mesta della Fossetta a Capodimonte. L’aiuola di Monte Senano è uno dei siti più complessi del lago di Bolsena. Allo stato delle attuali conoscenze sembra di essere di fronte ad un insediamento gemello, uno di fronte all’altro. Il primo nel lago denominato Monte Senano sub e l’altro a pochissima distanza ma sulla terraferma, nell’immediata sponda. Si pensa che sia stato un unico complesso poi separato dai movimenti delle acque del lago stesso.

Nel periodo etrusco la zona che aveva alle spalle Vulci, nella cui lucumonia forse rientrava, subì l’influenza economica ed artistica di Capodimonte e della Civita di Grotte di Castro; il corredo e l’architettura delle tombe ritrovate ne sono conferma.
A Valle Cantina sul versante meridionale del monte Coino si hanno tombe a camera a pianta rettangolare con soffitto arcuato e nelle adiacenze sono visibili pozzi rettangolari scavati nel tufo. Tombe del periodo arcaico con soffitto a doppio spiovente e columen centrale sono sul pendio settentrionale del monte Coino, a Valle La Trova e della Vaccareccia. A S. Magno vi sono tombe a camera ricavate nelle vicine rupi ed un altro nucleo rupestre a Valle Gara con ipogei arcaici variamente utilizzati dalle porte ben scolpite a trapezio. A monte Tonico una delle tanti tombe ha il columen molto rilevato nel tufo con caratteristiche simili ad altre della vicina necropoli di Pian dell’Aia di Grotte di Castro. Tombe etrusche sono anche al fosso delle Ruote, a Valle delle Chiuse, a Poggio Fortunaio ed a monte Senano. Non mancano nella zone diverse tombe a colombario.
C’è chi asserisce che questi luoghi siano legati alle riunioni dei Dodici Popoli nel Fano di Voltumna, in quanto sono state trovate delle cavità conformate a troni.
La breve pianura che interessa l’intero perimetro del lago era percorsa da una strada di cui abbiamo tracce ben conservate vicino alla chiesetta di S. Magno, nei pressi della riva su di una sporgenza rocciosa. Tale strada indicata da autori locali ha subìto variazioni nell’uso e nel percorso dovuto al movimento delle acque del lago e se nella prima metà del ‘700 era visibile e fruibile, alla fine dell’800 era già sommersa e non più usata.

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