Insediamenti Etruschi e Romani a Montefiascone

In cima all’altura di Montefiascone, che oggi ospita il centro urbano, in epoca etrusca, non vi furono dei centri abitati importanti, tranne un piccolo pagus di non grande importanza. Alcuni archeologi hanno identificato la zona come il luogo dell’introvabile Fanum Voltumnae, altri l’antica Falerii ( a causa del nome Mons Faliscorum ) o la cittadina di Trossulum, da studi recenti si è scoperto che nessuna di queste ipotesi è vera. Nella piana tra Viterbo e Montefiascone fiorì la cultura del Rinaldone, essendoci molte testimonianze nel podere Morticini, a casale Marcello o presso il fosso di Montalto ed in località Fondaccio.
Un piccolo insediamento protovillanoviano venne ritrovato nel luogo dell’attuale Rocca dei Papi che nell’età del ferro, IX-VIII secolo a.C., divenne un villaggio di capanne, per poi armarsi nel VI secolo, quando era sotto la giurisdizione di Velzna, di un muro di difesa con grandi blocchi di tufo che nel Medioevo divenne luogo di diverse sepolture. A questo piccolo nucleo, di cui non è stata mai ritrovata la necropoli, sono da attribuire le tombe sotto la chiesa di Santa Margherita, che l’architetto Carlo Fontana fece chiudere nel 1670-71, periodo della costruzione della grandiosa cupola che ancora oggi contraddistingue il profilo di Montefiascone.

Montefiascone

Nonostante questo intervento si aprì una crepa, che il Fontana attribuì alla presenza di questi anfratti sepolcrali, che nell’opera di consolidamento del secolo scorso sono state riempite di cemento.
Piccoli villaggi erano presenti anche sulle colline vicine, dove ancora oggi si possono trovare dei luoghi sepolcrali come a Belceno, Barlea, La Castellina, Poggio Settecannelle, La Madonna del Riposo, Monterotondo, Castellaccio e Guardata.
In epoca romana il territorio di Montefiascone conobbe maggiore sviluppo grazie alla costruzione della consolare Cassia, questa fu costruita a metà del II secolo a.C. e rimangono ancora dei cospicui avanzi basolati sia a sud, come a Pian di Monetto e nella contrada Paoletti, sia a nord di Montefiascone, presso la Selciatella. Questa via rimarrà sempre percorribile e sarà nel Medioevo la famosa Via Francigena che condurrà i fedeli nel pellegrinaggio a Roma ed in altri luoghi di culto. La Cassia non giungeva al vertice della collina di Montefiascone, ma dalla piana di Viterbo saliva fino alla conca del lago di Bolsena. Questo permise la creazione di un piccolo abitato che sorgeva nei pressi dell’attuale chiesa di stile romanico di San Flaviano che la tradizione vuole sia stata eretta su un precedente tempio pagano dedicato al culto di Venere. Al suo interno, nella parte sinistra del matroneo, è conservata un’iscrizione su tavola di marmo di grande importanza poiché ricorda la cittadina di Sorrina Nova dalla cui distruzione nacque la città medievale di Viterbo.
In località Burano è stata ritrovata una strada romana, quasi intatta per una lunghezza di 13 metri e larghezza di 4,40 metri circa, molto più ampia della stessa Cassia. Su questa strada sono state formulate delle ipotesi che la facevano essere una via molto importante che fungeva da raccordo tra la Cassia e la Clodia ( Tuscania ) con diverticoli di collegamento per Marta e Bisenzio con Bolsena, situata dalla parte opposta al lago.
A casale Marcello, come detto in precedenza, esisteva un insediamento dell’età del bronzo ed oltre a nuclei di tombe fu ritrovata una bellissima villa romana del II secolo d.C. estesa su un’area di circa 600 metri quadrati fornita di una grande quantità di rivestimenti e decorazioni in marmo.

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