La Macchina di Santa Rosa di Viterbo

La manifestazione più conosciuta ed importante dell’Alta Tuscia è senza dubbio il Trasporto della Macchina di Santa Rosa, che si ripete ogni anno il 3 Settembre a Viterbo. Le origini risalgono al 1258, quando il 4 Settembre, per volere di Papa Alessandro IV, il corpo di Santa Rosa, patrona di Viterbo, venne traslato dalla Chiesa di S. Maria in Poggio al Santuario a Lei dedicato, la Chiesa di Santa Maria delle Rose. La popolazione di Viterbo volle ripetere quella processione trasportando un’immagine o una statua della Santa illuminata su di un baldacchino che negli anni è diventato sempre più imponente, tanto da arrivare oggi a circa 30 metri di altezza ed ad un peso di 5 tonnellate.

Fiore del Cielo

Di famiglia poverissima, Rosa desiderava entrare nelle Clarisse che la respinsero per la sua salute precaria: “Dovete sapere che un giorno sarete liete di avere da morta quella che disprezzate da viva“. Dopo una guarigione miracolosa entrò nel terz’ordine francescano, predicò accanitamente contro i catari inviati dall’imperatore Federico II e lottò in difesa del pontefice nella guerra tra Guelfi e Ghibellini. Per ordine del Podestà di Viterbo fu mandata in esilio prima a Soriano nel Cimino e poi a Vitorchiano, ma prevedendo la morte dell’imperatore Federico II che avvenne realmente poco tempo dopo, poté ritornare a Viterbo.
La canonizzazione della Santa iniziò l’anno stesso della morte e fu poi conclusa nel 1457 sotto Papa Callisto III. Il corpo fu sepolto nella nuda terra e ritrovato integro nel 1258, quando fu poi traslato. Nel corso degli anni non vennero presi degli accorgimenti per conservare il corpo della Santa, anzi durante il Rinascimento era permesso perfino toccarlo attraverso un’apertura praticata sull’urna. Nel 1921 venne estratto il cuore ancora integro e riposto in un reliquiario d’argento. Nel 1996 furono fatti degli esami scientifici sul corpo, scoprendo che la Santa era morta ad una età compresa tra i 18 e 20 anni, era nata con una malformazione congenita, la mancanza dello sterno che normalmente porta a morte dopo pochi anni di vita e doveva essere alta m 1,55 con occhi blu e capelli scuri.
L’attuale Chiesa di Santa Rosa è stata costruita nel 1850 in rifacimento all’edificio precedente e risalente al 1632, con annesso il convento delle Clarisse. La prima costruzione sacra risale al XIII secolo, quando doveva chiamarsi Santa Maria, poi rinominata Santa Rosa dopo la traslazione del corpo della Santa nel 1258.
Il trasporto della Macchina di Santa Rosa avviene lungo questo percorso:

  • Porta Romana, accanto alla Chiesa di San Sisto, dove viene costruita e preparata
  • Piazza Fontana Grande, la prima fermata
  • Piazza del Plebiscito, la seconda fermata
  • Piazza delle Erbe, la terza fermata
  • Chiesa del Suffragio in Corso Italia, quarta fermata
  • Piazza del Teatro, quinta fermata

L’ultimo tratto è una ripida salita che viene effettuata quasi a passo di corsa con l’aiuto di corde e “leve” posteriori. La Macchina viene poi posta davanti al Santuario ed esposta ai visitatori per alcuni giorni.
I facchini di Santa Rosa sono il motore della Macchina. Il capofacchino è colui che dà gli ordini ai facchini suddivisi in base alla posizione che occupano sotto o a fianco la Macchina: ciuffi, spallette, stanghette, leve, cavalletti e guide. Indossano la tradizionale divisa bianca con cintura rossa stretta in vita ed uno speciale copricapo rivestito di cuoio.
Viterbo vi aspetta il 3 di Settembre di ogni anno per un nuovo ed affascinante trasporto della Macchina di Santa Rosa.

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