Civita di Bagnoregio, il Paese che Muore

In Italia ci sono tantissimi piccoli e suggestivi borghi medievali, ma questo che trattiamo in questo articolo è unico e molto conosciuto, forse la meta turistica preferita dai vacanzieri che arrivano nell’Alta Tuscia, forse più del lago di Bolsena. Nel web ci sono moltissimi articoli riguardanti Civita di Bagnoregio, la “Città che Muore” con le descrizioni del borgo medievale, della piazza con la chiesa di San Donato, del panorama che si gode sui calanchi, non avete che l’imbarazzo della scelta, perché si tratta del luogo più caratteristico dell’Alta Tuscia ed un blog come questo, che tratta delle bellezze di questo territorio, non poteva esimersi dal parlare anche se sommariamente di questo bellissimo spettacolo della natura.

Civita di Bagnoregio

Per avere tutte le informazioni paesaggistiche, storiche e culturali di questo luogo, potete recarvi su questo bellissimo articolo, oppure quest’altro molto dettagliato.

Piazza e Chiesa di San Donato ( Civita )

C’è da dire che negli anni il borgo medievale di Civita di Bagnoregio è resistito all’erosione perché sono stati fatti molti lavori di consolidamento di questo gioiello dell’Alta Tuscia.
Aggiungo soltanto le manifestazioni che si tengono a Civita di Bagnoregio: “La Tonna“, una corsa di asini con fantino nella piazza di San Donato su circuito circolare, c’è ogni anno la prima domenica di giugno e la seconda domenica di settembre in occasione dei Festeggiamenti della Madonna liberatrice e del SS. Crocefisso, al vincitore viene dato un “Palio” che consta in un drappo dipinto da un artista locale. Oltre a questa manifestazione abbiamo anche il caratteristico presepe vivente ogni anno tra Natale e l’Epifania.
Vi aspettiamo numerosi in questo piccolo, ma caratteristico borgo medievale, vero gioiello dell’Alta Tuscia.

2 risposte a “Civita di Bagnoregio, il Paese che Muore”

  1. Avevo visitato Civita di Bagnoregio una ventina di anni fa, anche perché avevo visto il film interpretato da Alberto Sordi, come parroco di questa cittadina e proprio lì ambientato. All’epoca già si identificava come “ la città che muore” . Ci sono tornato con molto entusiasmo nel mese di ottobre 2013 e….. ho trovato l’industria dell’arraffare soldi a tutti i costi. A cominciare dal parcheggio a pagamento, non proprio a buon mercato a cui ha fatto seguito il biglietto di ingresso di €. 1,50 a testa per andare a percorrere la passerella/ponte fino al paese. Queste due novità già mi avevano lasciato perplesso, ma potevo anche capire che il flusso di turisti e di auto necessitava di una regolamentazione e quindi si poteva approfittare per incassare qualche buona cifra a favore del comune. Ci aspettavamo di trovare quel paese deserto, magico e malinconico di venti anni prima, ma bello e affascinante proprio per questo particolare!! La sorpresa più grande l’abbiamo avuta dopo aver superato l’arco di ingresso ed esserci trovati di fronte ad un numero incalcolabile di trattorie, ristoranti, B&B, bar moderni con i loro tavoli e ombelloni, negozi di souvenir e prodotti tipici e tanto altro. Di case fatiscenti ce n’erano, è vero, ma anche molte in ristrutturazione e molte già ristrutturate da ricchi e facoltosi residenti. Secondo la nostra semplice e non importante opinione, tutto questo avrebbe avuto più senso se fosse stato autorizzato nella zona dei parcheggi lasciando la città di Civita di Bagnoregio con il suo fascino di una città magica, su quel monte di argilla. Il mio consiglio è quello di guardare la città da sotto, senza entrare all’interno, per non avere quella grande delusione che abbiamo avuto noi. E quanto sporco!!!!!!Mi sono reso conto che ci sono altri visitatori che la pensano come noi.

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