Isola Martana e la Regina Amalasunta

Nell’articolo in cui veniva presentato il lago di Bolsena avevamo detto che in questo bacino di origine vulcanica erano presenti 2 isole, la Martana e la Bisentina. Quest’oggi voglio parlare di questa bellissima isola il cui nome deriva dal comune di Marta e che ha forma più tozza rispetto alla allungata Bisentina.

Isola Martana nel Lago di Bolsena
Isola Martana nel Lago di Bolsena

Quest’isola è la mia preferita delle due, forse perché l’ho frequentata maggiormente data la vicinanza alle coste di Montefiascone e fin da piccolo mi ha sempre dato l’idea della forma di un coccodrillo con la testa fuori a pelo d’acqua. Nella parte bassa dell’isola c’è un palazzo, in  quanto la stessa è stata sempre posseduta da nobili, ma per il resto è una terra piena di vegetazione e nido dei moltissimi gabbiani del luogo. Nella parte alta della Martana ci sono invece i resti di una fortificazione che doveva essere un monastero, forse perché fin dall’antichità è stato luogo di culto e si pensa che ci sia ancora il fantasma della regina dei Goti Amalasunta che vi si aggiri di notte.

Una cartolina dell'Isola Martana
Una cartolina dell’Isola Martana

La storia della regina Amalasunta inizia a Ravenna, figlia di Teodorico e Audofleda, figlia a sua volta del re franco Clodoveo I. Nel 515 fu sposa di Eutarico, che morì nel 522 lasciandola con 2 figli, Atarico e Matasunta. Nel 526 alla morte di re Teodorico succedette il nipote e figlio di Amalasunta Atalarico, che però per la sua giovanissima età fu sostituito dalla madre. La regina era fortemente influenzata dalla cultura romana piuttosto che gotica e conseguì soprattutto la pace tra Goti, Romani e Bizantini. Il figlio poi, gravemente malato, morì il 2 ottobre del 534 ed Amalasunta divenne regina e con l’intento di rafforzare la sua posizione si alleò con il cugino Teodato, duca di Tuscia. Quest’ultimo per giochi di potere finì per imprigionare la regina Amalasunta proprio sull’isola Martana nel lago di Bolsena, dove il 30 aprile del 535 fu strangolata dai parenti di alcuni Goti che la regina in passato aveva fatto uccidere per consolidare il potere di suo figlio. Ecco perché ancora oggi si ritiene che di notte il fantasma della regina si aggiri per l’isola. L’isola Martana dal punto di vista paesaggistico è veramente incantevole ed invito a chi volesse vedere acque cristalline al punto da scorgere il fondo roccioso a venire nell’Alta Tuscia e fare un giro turistico dell’isola e magari tuffarsi in quelle acque cristalline.

Bagnoregio tra San Bonaventura e Civita che Muore

Il nome di questa piccola cittadina, con quasi 4000 abitanti, proviene dal latino “balneum regis” che significa “bagno del re” e si pensa che in passato abbia avuto delle splendide terme, le cui acque curarono le ferite del re longobardo Desiderio.
E’ conosciuta soprattutto per il quasi del tutto spopolato borgo di Civita, che per questo oggi ha preso l’appellativo “che muore”.

Il bellissimo borgo di Civita di Bagnoregio
Il bellissimo borgo di Civita di Bagnoregio

Come potete osservare dalla foto, sorge in una zona cedevole di calanchi ed il terreno ove poggia il borgo di appena 8 anime è davvero esiguo. Ogni anno arrivano da tutta Italia e dal mondo migliaia di turisti per visitare questo vero e proprio miracolo della natura, forse perché qui ebbe i natali San Bonaventura da Bagnoregio.

La chiesa di San Donato a Civita di Bagnoregio
La chiesa di San Donato a Civita di Bagnoregio

Il santo fu uno dei maggiori biografi di San Francesco d’Assisi e nominato anche in un passo del Paradiso della Divina Commedia di Dante. Oggi è anche famoso per essere stato l’argomento della tesi di Papa Benedetto XVI che infatti nel settembre del 2009 è voluto venire a Bagnoregio per rendergli omaggio.